mercoledì 6 agosto 2008

Micromega di Voltaire

Dal titolo sembrerebbe un libro imponente.. non preoccupatevi, è un piccolo racconto filosofico, scaricabile dal sito:

http://www.ousia.it/SitoOusia/SitoOusia/TestiDiFilosofia/TestiPDF/Voltaire/Micromega.pdf

La storia raccontata è tanto semplice quanto paranormale: un gigante, alto diversi chilometri, esiliato dal suo pianeta in una lontana galassia, si ritrova sulla Terra e si confronta in un singolare dibattito con un gruppo di scienziati e filosofi, circa i temi più svariati come la guerra, religione e filosofia.
Un breve e divertente racconto in farsa basato su uno dei fondamenti dell'illuminismo, ossia la sconsacrazione delle sacre certezze e la presa visione delle cose da un punto di vista il più possibile distante, al fine di ottenere un punto di vista obiettivo. Lo scherzo, il paradosso, sta nel convocare un enorme gigante di una galassia lontana che, dal suo punto di vista e senza i preconcetti dovuti alla cultura e formazione occidentale-europea, giudica obiettivamente le cose.

Di seguito, alcuni passi dell'opera


Non voglio qui offendere la vanità di nessuno, ma sono costretto a pregare la gente che si dà aria d'importanza, di riflettere per un momento che, calcolando la statura dell'uomo a circa cinque piedi, rispetto alla Terra non siamo più grandi di un animale alto circa un seicentomillesimo di pollice su una palla di dieci piedi di circonferenza.

sulla guerra:
«Si tratta,» disse lo scienziato, «di qualche mucchio di fango grande come il vostro
calcagno. Non che qualcuno di quei milioni d'uomini che si fanno sgozzare voglia aver
diritto a un solo filo della paglia che cresce su uno di quei mucchi. Si tratta soltanto di
sapere se ne sarà proprietario un certo uomo che si chiama Sultano o un altro che si
chiama, non so perché, Cesare. Nessuno dei due ha mai visto, né vedrà mai, quel
cantuccio di terra di cui si tratta, e quasi nessuno di quegli animali che si sgozzano l'un
l'altro ha mai visto l'animale per il quale si fa sgozzare.»

e sul viaggio:
Percorse in poco tempo la Via Lattea: e sono obbligato a confessare che non riuscì mai a vedere, attraverso le stelle di cui essa è disseminata, quel bel cielo empireo che l'illustre vicario Derham si vanta di aver visto col suo cannocchiale. Non che io pretenda che il signor Derham abbia visto male, me ne guardo bene! Ma Micromega era sul posto, è buon osservatore: e non
voglio contraddire nessuno.






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